19/mar/2012

Andrea Gioè per Amnesty International in Sicilia


Per i Cinquanta anni 
di Amnesty International

Andrea Gioè
cantatutore palermitano emergente

dedica una parte dei proventi
 della sua musica
alla tutela dei diritti umani in tutto il mondo.

Scaricando  on line il brano 
"Tempo al Tempo"
contenuto nel CD omonimo
potrai ascoltare la musica di Andrea
e contribuire 
a sostenere Amnesty International
nelle sue attività in Sicilia
e in tutto il mondo.

Vai sul sito
www.andreagioe.it
oppure cerca
"Tempo al tempo"
sui network di distribuzione
di musica on line

Sostieni i diritti umani! 

15/ott/2011

Amnesty presente nell'isola pedonale di Via Roma con il Villaggio "Via Roma dei Diritti e della Legalità"


Oggi, 14 Ottobre 2011, è stata presentato presso la Galleria d'Arte Moderna, il piano della chiusura domenicale al traffico di Via Roma, a Palermo, per il periodo Ottobre 2011 - Maggio 2012.
Amnesty International, che ha sottoscritto un protocollo d'intesa con l'Associazione Via Roma, sarà presente nel tratto da Corso Vittorio Emanuele in poi con uno spazio dedicato alla difesa dei diritti umani nel mondo dove inviterà ed ospiterà altre organizzazioni e presenterà iniziative di rilievo culturale a tema.

Amnesty International dedica le presenze del mese di Ottobre nell'asse viario alla lotta alle violazioni dei diritti umani in un contesto di indigenza e povertà, tema principale della campagna globale "Io pretendo dignità".

Domenica 16 Ottobre saranno in piazza, a promuovere ciascuna la propsia mission insieme ad Amnesty la HYRO (Human Rights Youth Organization), il MIR (Movimento Internazionale di Riconciliazione), il CISS (Cooperazione Internationale Sud Sud), Action Aid e Mani Tese.




11/set/2011

Salviamo Troy Davis

Il 6 settembre, un giudice della Georgia ha firmato l'ordine di esecuzione per Troy Davis, che autorizza lo stato ad eseguire la condanna nella settimana tra il 21 e il 28 settembre. Il Dipartimento delle prigioni della Georgia ha fissato la data dell'esecuzione il 21 settembre.
Persistono dubbi sulla colpevolezza di Troy Davis circa il reato per il quale è stato condannato a morte 20 anni fa.


Troy Davis è stato condannato a morte nel 1991 per l'omicidio del poliziotto Mark Allen MacPhail a Savannah, Georgia, nel 1989. Nessuna prova fisica collega direttamente Davis all'omicidio e l'arma del delitto non è mai stata trovata. Il caso Davis si basa soprattutto sulle testimonianze oculari >>>

10/set/2011

Amnesty International ai paesi vicini alla Libia: non proteggete Gheddafi dal procedimento giudiziario


Amnesty International ha dichiarato oggi che i paesi confinanti con la Libia dovranno arrestare il colonnello Gheddafi e gli altri imputati ricercati dalla Corte penale internazionale (Icc), nel caso in cui attraverseranno i confini.

Ex funzionari libici avrebbero già raggiunto il Niger, mentre le autorità del Burkina Faso hanno negato di aver offerto un riparo a Gheddafi.

"Nessun paese dovrebbe fornire un riparo sicuro al colonnello Gheddafi e alle altre persone sospettate di aver commesso crimini di diritto internazionale" - ha dichiarato Claudio Cordone, Senior director di Amnesty International. "Nel caso in cui non si trovino più in Libia, le autorità locali devono arrestarli e trasferirli all'Icc per il processo".

Il 6 settembre un convoglio militare di lealisti pro-Gheddafi è stato visto in Niger. Le autorità nigerine hanno confermato la presenza del convoglio nella capitale Niamey rendendo noto che ne facevano parte ex funzionari del governo di Gheddafi, tra cui il capo della sicurezza Mansour Daw. Non è chiaro se del convoglio facessero parte anche Mu'ammar Gheddafi e suo figlio Saif al-Islam.

Mu'ammar e Saif al-Islam Gheddafi, insieme all'ex capo dei servizi segreti Abdullah al-Sanussi, sono latitanti da quando, alla fine di giugno, l'Icc ha emesso un mandato di cattura nei loro confronti. I tre imputati sono accusati di crimini contro l'umanità (specificamente, persecuzione e omicidio) commessi in Libia a partire dal 15 febbraio 2011.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto a tutti gli stati, inclusa la nuova dirigenza libica, di fornire piena cooperazione alle indagini dell'Icc.

Il colonnello Gheddafi e gli altri ricercati devono essere arrestati e trasferiti all'Icc, a prescindere da dove si trovino.

Le nuove autorità libiche possono chiedere lo svolgimento di un processo nazionale prima di quello dell'Icc così come possono chiedere all'Icc di condurre il suo procedimento in Libia.

Perché ciò possa accadere, secondo Amnesty International, il nuovo governo libico dovrà dimostrare di essere davvero in grado di svolgere indagini e processi in modo efficace e di saper garantire la sicurezza dei testimoni e di altre persone coinvolte nei procedimenti giudiziari.

A prescindere da dove Gheddafi e gli altri imputati affrontino un processo, le sue procedure dovranno rispettare gli standard internazionali sui processi equi e garantire giustizia e riparazione alle vittime.

Negli ultimi quattro decenni, il corretto funzionamento del sistema giudiziario libico è stato compromesso a tal punto da rendere impossibile, oggi, lo svolgimento di un processo equo e l'esclusione della pena di morte nei confronti di Gheddafi.

Tra le priorità urgenti per le nuove autorità libiche, Amnesty International include un ampio sforzo per ricostruire il sistema giudiziario nazionale in modo rispettoso del diritto internazionale e col coinvolgimento della società civile del paese.

Nel corso di incontri avuti nei giorni scorsi con la delegazione di Amnesty International, rappresentanti del ministero della Giustizia e dei diritti umani si sono impegnati a riformare il settore giudiziario, abolendo i tribunali speciali e assicurando l'indipendenza della magistratura. Tuttavia, secondo l'organizzazione per i diritti umani questi sforzi richiederanno tempo e ritarderanno la giustizia e le riparazioni dovute alle molte vittime dell'era Gheddafi.

Recentemente, la delegazione di Amnesty International presente in Libia ha scoperto prove di crimini di diritto internazionale commesse dalle forze di Gheddafi, tra cui sparizioni forzate, torture e uccisioni di massa in basi militari di Tripoli e di altri centri del paese, nonché attacchi indiscriminati contro gli insediamenti abitati nelle città di Misurata e al-Zawiya, a ovest, e nella città di Ajdabia, nell'est del paese.

Amnesty International sottolinea che qualunque altro pubblico ufficiale fuggito dalla Libia e sospettato di crimini di diritto internazionale dovrà essere arrestato e, se vi saranno prove sufficienti, sottoposto a processo.

"Tutti gli stati africani dovrebbero ribadire il loro impegno a porre fine all'impunità per i più gravi crimini di diritto internazionale. Questo impegno comprende l'arresto e il trasferimento delle persone sospettate di tali reati" - ha concluso Cordone.
 
FINE DEL COMUNICATO                                       Roma, 8 settembre 2011

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel.             06 4490224       - cell.348-6974361, e-mail press@amnesty.it

04/set/2011

Obiettivo diritti umani: il concorso fotografico di Amnesty International in Sicilia

Partecipa anche tu!
Primo premio: 15% del montepremi
Secondo premio: 10% del montepremi
Terzo premio: 5% del montepremi

Partecipazione 10€ (fino a tre foto).
Montepremi in relazione al numero dei partecipanti: invita a concorrere i tuoi amici!

Giuria composta da:;
Attivisti di Amnesty
Rino Liguoro - Direttore Artistico Gruppo 33
Igor Petyx - Fotoreporter

Scadenza: 24 novembre 2011

Info: fotografia@amnestysicilia.it

17/ago/2011

I Ristoratori Dedicano Pietanze E Cocktail Alla Tutela Dei Diritti Umani


Per tutta l’estate e fino alla fine dell'anno cinque ristoratori, del palermitano e dell'agrigentino, dedicano un piatto o una bevanda ad Amnesty International Sicilia per sostenerne le attività. 

Gli avventori troveranno sul menu l’avviso che li informa che una piccola parte del costo della pietanza o del cocktail andrà a finanziare le campagne dell’organizzazione.

“L’iniziativa” afferma Cristina Accardo, responsabile regionale dell'associazione “è una libera interpretazione della dedica fatta da parte di Gino Sorbillo a Napoli con la Pizza Amnesty. Prendendo spunto da questa vicenda abbiamo chiesto a diversi esercenti di partecipare e di scegliere una pietanza o un drink di cui devolvere una piccola parte dell’incasso, quando scelto da un cliente, e fino ad oggi abbiamo ricevuto l’adesione di cinque tra ristoranti, pizzerie e pub. Naturalmente speriamo che il fenomeno sia in crescita e pertanto siamo disponibili ad allargare progressivamente l’elenco dei partecipanti ”.

Già da Gennaio scorso è possibile gustare un piatto di straccetti di vitello presso il “Mirto e la Rosa” a Palermo, ordinando i quali viene devoluto un euro ad Amnesty, ma da Maggio avviene lo stesso se si ordina la pizza dedicata da >>>

23/lug/2011

ART FOR AMNESTY: ARTISTI INSIEME PER I DIRITTI UMANI

Martedi 26 Luglio pittori e musicisti si esibiranno insieme per festeggiare i 50 anni di Amnesty International presso la terrazza dell'Hotel Ambasciatori di Palermo

Martedi 26 Luglio, alle ore 22.00, presso la terrazza dell'Hotel Ambasciatori di Palermo, si svolgerà una serata di arte dedicata ad Amnesty International, organizzazione mondiale per la difesa dei diritti umani.

L'iniziativa, che si inscrive tra quelle dello Human Rights Tour 50°, l'insieme delle celebrazioni artistiche di Amnesty International in Italia realizzate per festeggiare i cinquanta anni dell'organizzazione, costituisce l'avvio di una serie di eventi che avranno luogo fino alla fine dell'anno previste nell'ambito di un partenariato che sigla una collaborazione tra Amnesty International in Sicilia e l'Hotel Ambasciatori per la diffusione della cultura dei diritti umani in città e con un occhio di riguardo alla composizione internazionale degli ospiti dell'albergo.

La serata, grazie al cortese contributo di artisti palermitani di un certo calibro, prevede momenti di musica classica e jazz che accompagneranno una estemporanea di pittura del Gruppo 33 costituito da artisti visuali della città: pittori, fotografi, videomaker.

Sotto la direzione artistica della Professoressa Donatella Sollima, prenderanno parte ai momenti di musica classica Francesca Adamo (soprano), Eva Drammis (mezzosoprano), Giovanni Di Giandomenico (pianoforte), Stefania Orlando (soprano), Ornella Cerniglia (pianoforte), Francesco Biscari (violoncello) Alessio Cinà (pianoforte).
Si esibiranno nei momenti jazz Riccardo Randisi (pianoforte), Sergio Munafò (chitarra),Toni Piscopo (voce).
Realizzeranno le opere estemporanee i pittori e le pittrici Lavinia Abbate, Luigi Riotta, Maria Carmela Russo, Alessia Scarpaci con la collaborazione del fotografo Rino Liguoro e del videomaker Enzo Orlando.

I proventi della serata saranno devoluti ad Amnesty International, le opere saranno destinate a mostre ed aste in favore dell'associazione.

Martedì 26 Luglio
h. 22,00 - eur 4,00
Hotel Ambasciatori
via Roma, 111 Palermo
0916166881

N.B. Per motivi logistici, relativi allo svolgimento della manifestazione, non si assicurano posti a sedere.

FINE DEL COMUNICATO

Palermo, 23 Luglio 2011

Per ulteriori informazioni:
Filippo Miceli 333.5323217
Liliana Maniscalco 333.8152750
Simona D'Angelo 347.7017847

17/lug/2011

Il governo iracheno deve rispettare e proteggere i diritti degli esuli iraniani di Camp Ashraf

Amnesty International ha sollecitato il governo iracheno a porre fine alle intimidazioni nei confronti degli esuli iraniani che vivono a Camp Ashraf, a nord della capitale Baghdad, consentendo loro di avere libero accesso a cure mediche e aiuti umanitari.
 
Dopo mesi di pressioni, il governo dell'Iraq pare intenzionato a porre fine alla struttura, che ospita circa 3400 esuli iraniani, molti dei quali membri e simpatizzanti dell'Organizzazione dei mojahedeen del popolo iraniano, che vi trovarono riparo sotto il regime di Saddam Hussein. 
 
Il 25 giugno, durante una visita in Iran, il presidente iracheno Jalal Talabani ha annunciato che Camp Ashraf sarebbe stato chiuso entro la fine del 2011 e che un comitato tripartito, composto da rappresentanti iracheni, iraniani e della Croce rossa, si sarebbe occupato di "smantellare questo campo di terroristi". Il ministro degli Esteri iracheno, Hoshvar Zebari ha confermato l'intenzione, mentre il Comitato internazionale della Croce rossa ha smentito qualsiasi coinvolgimento.
 
Dopo l'invasione dell'Iraq nel 2003, il campo e i suoi residenti vennero posti sotto protezione statunitense, fino alla metà del 2009. Il 28 e 29 luglio di quell'anno, le forze irachene fecero irruzione nel campo, uccidendo almeno nove persone e ferendone un numero più elevato; 36 persone vennero arrestate e torturate per poi essere rilasciate il 7 ottobre in pessime condizioni di salute, a seguito di uno sciopero della fame.

L'8 aprile di quest'anno le forze irachene sono entrate nuovamente a Camp Ashraf, uccidendo almeno 36 persone, tra cui otto donne, e ferendone oltre 300. A seguito delle proteste internazionali, il governo di Baghdad ha annunciato l'istituzione di una commissione d'inchiesta, delle cui conclusioni non si è più appreso nulla.
 
Da allora, i residenti che hanno bisogno di cure mediche specializzate, quali quelle per curare il cancro, trovano estrema difficoltà nell'uscire dal campo. Il Comitato Ashraf, istituito dal governo iracheno per controllare i movimenti di beni e persone in entrata e in uscita dal campo, ha spesso negato queste autorizzazioni. Almeno cinque persone, rimaste ferite l'8 aprile, sono morte a seguito di tale rifiuto o perché il permesso di uscire dal campo era giunto con troppo ritardo. L'evidente obiettivo delle autorità irachene pare essere quello di rendere la vita impossibile ai residenti di Camp Ashraf e costringerli dunque a lasciarlo. 
 
Amnesty International continua a chiedere assicurazioni al governo iracheno affinché non sia intrapresa alcuna azione per costringere i residenti di Camp Ashraf a rientrare in Iran, dove correrebbero grandi rischi di subire torture e altre violazioni dei diritti umani a causa della loro adesione all'Organizzazione dei mojahedeen del popolo iraniano, che nei decenni scorsi condusse la lotta armata contro il governo dell'Iran.

16/giu/2011

Salvo Piparo in scena a Villafrati per Amnesty International




Si comunica che, in seguito a blocco viario di Villafrati, relativo all'infiorata e alla processione del Corpus Domini, che renderebbero difficoltoso l'accesso al teatro del Baglio per assistere allo spettacolo Surra di e con Salvo Piparo, Amnesty International Circoscrizione Sicilia ha deciso di rimandare l'iniziativa a data da destinarsi.


Salvo Piparo va in scena per la Circoscrizione Sicilia di Amnesty International con Surra, spettacolo comico, giullaresco e popolare.Nell'anno del cinquantesimo anniversario dell'organizzazione l'artista dedica una significativa aprtecipazione allo Human Rights Tour che vede diverse esibizioni, in molte parti d'Italia, in onore dell'associazione.L'incasso sarà interamente devoluto ad Amnesty International.